giovedì 19 luglio 2007

Calcagni al Cocer: tutelare le vittime del dovere

LECCE – Nella “Scuola di Cavalleria” di Lecce una delegazione del Consiglio centrale di rappresentanza (Cocer) dell’Esercito ha ascoltato stamani un militare che sarebbe rimasto contaminato dal contatto con uranio impoverito in missioni all’estero. È la prima audizione del genere ed è stata disposta dal capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Filiberto Cecchi.
Per oltre quattro ore il Cocer ha ascoltato il racconto del capitano dell’Esercito Carlo Calcagni, di 39 anni, di Guagnano (Lecce). Calcagni è stato capitano elicotterista e istruttore di volo a Viterbo, e dal marzo 2006 è effettivo alla “Scuola Cavalleria” di Lecce.

Per il militare salentino sarebbe risultata fatale la missione in Bosnia del 1996. I primi sintomi dell’insorgere della neoplasia sono stati avvertiti nel 2002 e da allora è iniziata una battaglia per il riconoscimento dei diritti previsti dalla legge.

«Sono soddisfatto – ha dichiarato Calcagni al termine dell’audizione – come rappresentante delle vittime e degli ammalati da uranio impoverito posso dire che abbiamo raggiunto un traguardo importante. Questa audizione del Cocer rappresenta una pietra miliare che servirà da apripista per non cadere più nelle mani di chi è pronto a speculare sulle disgrazie altrui». «L'attenzione del Cocer – ha concluso – dimostra la volontà di fare luce e di venire incontro a noi vittime del dovere».