venerdì 9 febbraio 2007

Dal Lazio alla Puglia: ancora un morto e due ammalati

Un tumore al sistema linfatico che potrebbe essere stato causato dallo stretto contatto che Eddy Pallone, militare dell'Esercito Italiano di venticinque anni, originario di Sgurgola in provincia di Frosinone, ha avuto in Kosovo con l'uranio impoverito. Il giovane e' deceduto la notte scorsa nell'ospedale 'Regina Elena' di Roma e i genitori, nonostante il dolore e la sofferenza, hanno voluto rendere pubblica la notizia per evitare che "altre famiglie soffrano e patiscano lo stesso nostro calvario".

"Eddy ha iniziato a manifestare la malattia nel febbraio del 2006 - ha spiegato la dottoressa Anita Corsi, dello studio legale di Massimo Cammarota del Foro di Roma. E' iniziato un calvario senza precedenti, da un medico all'altro, da un centro specializzato all'altro. La diagnosi, pero', non ha lasciato scampo".
La famiglia Pallone ha inviato due denunce: una alla Direzione Provinciale del Lavoro di Frosinone e l'altra alla Direzione Sanitaria Militare. "I soldi che otterrano per il risarcimento verranno utilizzati per la ricerca - proseguono dalla studio legale.
Quando Eddy e' andato in Kosovo per una missione di tre mesi nel 2003 ancora non era a conoscenza di quanto fosse pericoloso entrare in contatto con l'uranio impoverito.
Nelle cartelle cliniche rilasciate tutti i medici accostano la sua malattia con l'avvenuto contatto alla sostanza radioattiva". I funerali del giovane militare si terrano oggi alle 15 nella chiesa di Santa Maria Assunta a Sgurgola.

ALTRI DUE CASI SOSPETTI IN PUGLIA
La notizia ci giunge nel momento in cui Falco Accame, predidente dell'Anavafaf denuncia altri due casi di militari ammalati in Puglia. Si tratta, scrive Accame in una nota, di un giovane di Palagiano (Taranto) che «si cura con un farmaco senza il quale rischia di morire ed ha quindi un grave danno esistenziale». Accame aggiunge che il militare «è stato sottoposto a visite all’ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia, ndr). Gli è stata concessa la causa di servizio in primo grado ma non in secondo, e quindi è rimasto senza i dovuti risarcimenti».
L'ex parlamentare lamenta il fatto che «il dato lo si sarebbe dovuto conoscere dal ministro della Difesa e non da "radio Fante"». Ieri lo stesso presidente dell’Anavafaf aveva segnalato un altro caso di presunta contaminazione da uranio impoverito riguardante un militare che opera nel territorio di Martina Franca (Taranto).

Francesco PALESE